mercoledì 4 aprile 2012

Due chiacchiere con "Piero Puschiavo"

La voglia di fare politica non sempre corrisponde alla voglia di essere leali e coerenti. Lo scenario attuale parla chiaro. Come un magma sotterraneo lento ed inesorabile stiamo assistendo ad un cambio radicale che dalla prima repubblica alla seconda, ci sta trascinando verso la terza, tanto per citare Facci. Ci sono poi persone che non ci stanno; altre che in quel confine tra Italia e italiani, trovano il profondo senso del fare politica a destra, quella vera però, quella che resiste e che porta avanti determinati valori.
Piero Puschiavo non ha certo bisogno di presentazioni ma per chi non lo sapesse Piero rappresenta quella parte di destra e, in particolare del disciolto movimento sociale italiano, che hanno detto no al compromesso, anticipando di molti anni, la previsione che oggi si sta materializzando. Prima di essere tra i fondatori della Fiamma Tricolore ne diventa dirigente nazionale per poi essere nominato responsabile regionale del Veneto.

1.Dinanzi a questo cambio di assetti e scenari, nasce il laboratorio politico interno a Fiamma tricolore, Progetto Nazionale Fiamma Futura, qual è il suo obiettivo e che tipo di risposta hai ottenuto non solo dentro ma anche fuori il partito che rappresenti da anni.

La risposta è stata decisamente ottima. Il laboratorio politico e conseguentemente la costituzione dei circoli territoriali sono stati motivo di grande interesse generale. Il loro scopo è di promuovere la politica "di destra" anche nella politica locale.

2.Domenica al convegno sulla crisi italiana è stato presente a Vicenza anche Francesco Storace con cui hai condiviso un cammino politico comune nelle recenti elezioni con la coalizione Fiamma Tricolore/La Destra. Sembra imminente il passaggio all'interno del Pdl dopo la rottura definitiva con Fini. Tu cosa ne pensi? Ti chiedo in modo particolare se l'anomalia Fini è in un certo senso l'anomalia della destra italiana…

PdL o non PdL penso non sia il vero problema. Fini ha lasciato un vuoto enorme a destra che di conseguenza è stato intercettato da Storace, fattosi trovare pronto; al contrario dell' area più radicale impegnata spesso in beghe interne e incapace di porsi come vera alternativa.

3.Leggendo il tuo blog ci si rende conto che la critica che muovi ai dirigenti del tuo partito è “quella di isolarsi dalla politica che conta”, per usare proprio una tua espressione,… cosa vuol dire esattamente? Pensi a un accordo futuro con il Pdl? Fiamma Futura può mettersi in discussione e dare il suo contributo sin da ora all'azione di governo?

Tra i dirigenti di Fiamma Tricolore non si è mai discusso di politica seria. Da anni assisto a tentativi di alleanze, mai pianificate, che sfociano in esigenze del momento destinate a sciogliersi rapidamente. Oggi viviamo in un mondo dove l'immagine è importantissima ma la cosa non sembra interessare molto. Non basta rivendicare uno storico statuto per legittimarsi come continuità. Occorre rilanciare lo spirito "ardito", spesso soffocato dalla paura di non essere più 'alleabili'. Per fare alleanze occorre essere consistenti e dare prova di rappresentare un blocco monolitico e coeso, cosa che oggi è molto difficile trovare. Se non si hanno ambizioni di Governo meglio fare testimonianza. Chi fa politica istituzionale ha il dovere di portare le proprie istanze nelle sedi appropriate. Chi si chiama fuori può criticare le scelte di alcuni ma non può pretendere di avere ragione. Mi auguro di avere la possibilità di provare con i fatti queste tesi.

4.Cosa pensi della Lega, visto la tua esperienza politica su un territorio difficile dove il carroccio ha raccolto molti consensi. Come commenti inoltre l'ultima uscita del senatur sulla proposta di vagliare la residenza nelle regione lombarde nei test d' ingresso delle università del nord?

La Lega prende piede grazie al suo leader indiscusso Umberto Bossi, vero "animale politico", ma deve soprattutto ringraziare i vari Fini e Rauti per non averla sovrastata (quando ne avevano capacità e numeri) sopratutto sull'immigrazione e la sicurezza. Le "sparate" di Bossi oggi sono consuetudini che però fanno sempre parlare. Comprendiamo la preoccupazione di Bossi nel voler salvaguardare il proprio territorio e di conseguenza i giovani studenti "padani"; ma qui occorre privilegiare la meritocrazia e l'efficienza degli studenti, altrimenti si rischia di incappare in episodi di "clientelismo" come quelli che hanno caratterizzato la carriera scolastica e politica di Renzo "il trota" Bossi.

5.Restando in tema di diritto allo studio, sappiamo che ti sei opposto alla chiusura delle scuole serali a Vicenza. Sapendo la tua formazione professionale nel far quadrare i conti, come può questa Riforma Gelmini incidere su un sistema confuso e sprecone come quello delle strutture accademiche italiane indietro in tutte le classifiche internazionali?

Scuola e sanità non dovrebbero conoscere tagli. La perdita della sovranità monetaria ha costretto l'Italia al ricatto delle banche centrali, in particolare della Banca Centrale Europea. Se l'Italia e l'Europa intera non si affrancano dal vassallaggio nei confronti del sistema bancario sarà praticamente impossibile poter parlare di ripresa economica e di stato sociale. Questo si riperquote sulla qualità della scuola e, conseguentemente, sull'insegnamento dei ragazzi. Le riforme quindi assumono una connotazione solamente finanziaria che, ovviamente, scontenta tutti.

6.Sulla questione meridionale…tutti stiamo seguendo le vicende del laboratorio politico siciliano. Si parla già di lega sud e di altri esperimenti. Cosa pensi della giunta Lombardo e della gestione della sanità nel sud italia? Come si può uscire da questo gap economico e sociale?

Combattere le carenza al sud con sistemi di controllo tradizionali non risolve il problema. Se lo Stato non esiste è normale che altre "strutture" garantiscano, a modo loro, il funzionamento dell'intero apparato regionale. Lombardo ha dimostrato di essere un' abile "salamandra" buona per tutte le stagioni. Il Sud è un patrimonio turistico e agroalimentare che, se ristrutturato e salvaguardato, porterebbe un indotto stratosferico. Bisogna investire seriamente ma oggi non è possibile in quanto, come dal dopoguerra in avanti, i contributi per gli investimenti percorrono altre strade (o tasche) senza raggiungere l'obiettivo.

7.Un'ultima domanda sul movimento giovanile.Italo Bocchino ha definito il movimento giovanile del Pdl “vecchio”. Non sarà che invece la sua nuova componente soffre di Alzhaimer e si dimentica presto le cose del suo passato? Qual è il ruolo dei giovani nel nuovo panorama politico che si sta delineando…

Come spesso capita, chi afferma certe cose come Bocchino, lo fa senza minimamente conoscere la situazione giovanile italiana. Se nel PdL si respira aria vecchia, in generazione futura si respira aria fetida. E' difficile quindi per un giovane avvicinarsi alla politica. Con tutto quello che si è sentito in queste settimane, anche di vacanza, non c'è stata la benchè minima reazione. Evidentemente alla gioventù certe tematiche non sono degne di considerazione; quindi la situazione è molto preoccupante. Mi auguro in una presa di coscienza, visto che gli slanci giovanili, al giorno d'oggi, si sono spenti. Questo grazie ad un forte disorientamento mentre la politica istituzionale non aiuta di certo; pertanto il loro ruolo rimane troppo marginale ed in balia degli eventi.



Santi Cautela