giovedì 30 dicembre 2010

BOICOTTA IL BRASILE

Sulla decisione del Presidente brasiliano Lula di non estradare il terrorista appartenente ai "Proletari armati per il comunismo",Cesare Battisti,condannato a 4 ergastoli in Italia,NON VOGLIAMO fare alcun commento.Possiamo solamente esprime la nostra vicinanza e l'affetto ai  familiari dei nostri connazionali uccisi durante gli anni di piombo,e il disprezzo verso un paese ed un presidente CORROTTO.

Chi continua a pagare e chi subisce l'ennesimo sgarbo di questa scelta scellerata e di "malapolitica" sono solamente i familiari delle vittime.
30 anni di ingiustizia...

BOICOTTA IL BRASILE

sabato 18 dicembre 2010

CENA DI NATALE Mercoledì 22 - ore 20.30


Vi aspettiamo Mercoledì 22 al "Giardino di Sicilia".Per informazioni e adesioni scriveteci all'indirizzo giovinezzamilazzo@yahoo.it oppure contattateci telefonicamente.
ADESIONI ENTRO LUNEDI' SERA.

martedì 14 dicembre 2010

a sostegno del governo BERLUSCONI..NOI C'ERAVAMO







Nonostante il negato allestimento del gazebo ,per la raccolta firme,da parte dell'amministrazione Pino(PD,FLI,MPA)..

A SOSTEGNO DEL GOVERNO BERLUSCONI...
NOI C'ERAVAMO!

sabato 11 dicembre 2010

GIOVANE ITALIA A OSLO PER LIU XIAOBO







       
Giovane Italia in Norvegia per LIU XIAOBO
dissidente cinese premio nobel per la pace!!!
PER IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI
CONTRO LA CINA E IL REGIME COMUNISTA
da http://casaggi.blogspot.com

venerdì 10 dicembre 2010

Presentazione Giovane Italia coordinamento provinciale Messina



Messina 10/12/2010
Oggi a Palazzo dei Leoni,sede della Provincia di Messina,si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della” Giovane Italia”,alla presenza dell’on.Ricevuto,presidente della provincia,del senatore Nania,del presidente regionale della Giovane Italia,Di stefano e dell’ormai ex coordinatore dei giovani del PdL,Pino Galuzzo.Nella strapiena saletta commissioni di palazzo dei leoni è stato nominato il nuovo coordinatore Francesco Repici ,e il nuovo presidente provinciale,Nino Munafò.Sono stati esposti,davanti a tutti gli esponenti dei vari circoli provinciali,i programmi futuri,da realizzare insieme in questo grande movimento giovanile.

La vera destra giovanile c’è,e siamo NOI

martedì 7 dicembre 2010

STADI VUOTI,TASCHE PIENE!



Giovane Italia ( PdL): Manifestazione davanti ai ritiri delle società di calcio contro lo sciopero dei calciatori, iniziativa amorale e incoerente. Striscioni con lo slogan "Campi vuoti, tasche piene"


"Oggi, in contemporanea in molte città d'Italia tra cui Roma, Firenze, Torino e Milano, abbiamo avviato la contestazione contro i signori del calcio dorato, che evidentemente si equiparano ai comuni lavoratori, pur guadagnando in un sol giorno di allenamento quanto un semplice cittadino riesce a portare a casa in molti mesi di duro lavoro". Così Matteo Prugnoli e Mattia Kolletzek, dirigenti della Giovane Italia e promotori delle contestazioni che il movimento giovanile legato al PdL sta svolgendo da questa mattina davanti ai ritiri di molte squadre della serie A con lo slogan "Campi vuoti, tasche piene".


"Lo sciopero intrapreso dall'Associazione Italiana Calciatori - continuano i due giovani dirigenti del movimento giovanile vicino al PdL - è una offesa nei confronti di coloro che a ragione rivendicano ogni giorno un lavoro più sicuro e un salario più dignitoso, ed ancor più grave è l'arroganza con la quale sono state portate avanti le trattative negli ultimi mesi. Chiediamo maggiore moralità da parte dell'Associazione e più coerenza ai suoi iscritti quando, dopo pessime prestazioni sportive, si dichiarano ipocritamente persone privilegiate per il lavoro che quotidianamente svolgono".

sabato 4 dicembre 2010

STORIA DI UN RITORNO ALLA POLITICA

Visti gli sconvolgimenti di questi ultimi mesi nella politica italiana, ho pensato di scrivere la “storia” di Simone, trentasettenne immaginario, ma non troppo…
Simone è cresciuto in una famiglia di destra, suo padre ha sempre votato MSI prima ed An poi ma non si è mai impegnato in politica attivamente, suo nonno, persona speciale, ha combattuto da volontario la guerra d’Abissinia ed ha poi aderito alla Repubblica Sociale Italiana, pagandone  le conseguenze venendo internato a guerra finita nel campo di prigionia di Coltano ed epurato per un periodo dall’insegnamento.Il nonno è stato per Simone un esempio, un uomo coerente, buono, di un’intelligenza superiore, un uomo sempre pronto ad entusiasmarsi, mai nostalgico, aperto alle novità e desideroso che le Idee della destra, per troppi anni chiuse in un ghetto,  rientrassero a pieno titolo nella scena politica nazionale, e rientrassero da protagoniste!Simone si avvicina alla politica al liceo impegnandosi nel Fronte della Gioventù, successivamente in università diventa presidente del Fuan per il suo ateneo.  Partecipa alla nascita di Alleanza Nazionale e al rinnovamento dei gruppi giovanili aderendo con l’entusiasmo di sempre ad Azione Giovani. Fino a questo punto è una storia comune a tanti di noi..
Poi la svolta ed inizia un’avventura “particolare” .Nel 1998 Simone lascia l’Italia per un lungo viaggio. In paesi lontani, paesi dove non giunge nessuna notizia dalla Madrepatria.Nessuno sa più nulla di lui, improvvisamente sparisce, in sezione non lo si vede più. 
Poi improvvisamente un giorno d’autunno di quest’anno torna nella sua città, va subito nella sua “vecchia” sede e…La bandiera del suo partito non c’è più, al suo posto trova un nuovo movimento, il Popolo della Libertà. Simone sale in sede, dubbioso, trova ad accoglierlo un ex dirigente giovanile di Forza Italia, che lo riconosce e lo guarda un po’ con sospetto, per le dispute che anni prima avevano avuto in università, ed un vecchio militante che Simone conosceva bene, un uomo che nella sua città fece  la storia del Movimento Sociale. Che il progetto portato avanti da uomini lungimiranti come Tatarella di unire ed uniformare il centro destra non fosse un’utopia ma sia diventata una realtà? A prima vista sembrerebbe così, pensa Simone.A bruciapelo l’ex giovane forzista fa una strada domanda  Simone, gli chiede, con una smorfia strana se è d’accordo con le posizioni di Fini.Domanda strana effettivamente in una ex sede di Alleanza Nazionale, ma Simone ricordandosi le tante battaglie fatte negli anni novanta non ha dubbi ed anche se non è mai stato un “innamorato” di Gianfranco Fini non ha che una risposta. Certo che condivide le battaglie politiche del presidente Fini.



SOGNI,IDEALI TRADITI..ALZIAMO LA TESTA...LOTTIAMO INSIEME

mercoledì 1 dicembre 2010

RIFORMA GELMINI PUNTO PER PUNTO...

Le novità principali del ddl approvato ieri dalla Camera sono: lotta a sprechi e parentopoli (no concorsi a chi ha parenti fino al quarto grado); stop ai rettori a vita; autonomia delle università coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica, didattica; atenei autonomi ma che devono rispondere delle loro azioni, e se saranno gestiti male riceveranno meno finanziamenti; soldi solo in base alla qualità e fine dei finanziamenti a pioggia. Reclutamento e governance secondo criteri meritocratici e di trasparenza. Ecco punto per punto il provvedimento:


Adozione di un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del Ministero.
Il mandato dei rettori avrà un limite massimo complessivo di 6 anni, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma. Un rettore potrà rimanere in carica un solo mandato.
Distinzione netta di funzioni tra senato e cda: il senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il cda ad avere la responsabilità chiara delle assunzioni e delle spese. Il cda avrà almeno 3 membri esterni su 11. Il presidente potrà essere esterno. Presenza qualificata degli studenti negli organi di governo.
Direttore generale invece del direttore amministrativo: il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come un vero e proprio manager dell'ateneo.
Nucleo di valutazione d'ateneo a maggioranza esterna per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.
Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà determinante per l'attribuzione dei fondi dal Ministero.
Fusioni atenei: ci sarà la possibilità di unire o federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, di norma in ambito regionale, per abbattere costi e aumentare la qualità di didattica e ricerca.
Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore). No a micro-settori che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.
Riorganizzazione interna degli atenei: riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo.
Reclutamento di giovani studiosi: introdotta l'abilitazione nazionale come condizione per l'accesso all'associazione e all' ordinariato. L'abilitazione è attribuita da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati. Tra i punti salienti: Commissioni di abilitazione nazionale autorevoli con membri italiani e, per la prima volta, anche stranieri; cadenza regolare annuale dell'abilitazione a professore, al fine di evitare lunghe attese e incertezze; distinzione tra reclutamento e progressione di carriera.
Accesso di giovani studiosi: il ddl introduce interventi volti a favorire la formazione e l'accesso dei giovani studiosi alla carriera accademica. Tra i punti salienti: revisione e semplificazione della struttura stipendiale del personale accademico per eliminare le penalizzazioni a danno dei docenti più giovani; revisione degli assegni di ricerca per introdurre maggiori tutele, con aumento degli importi; abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti; nuova normativa sulla docenza a contratto: riforma del reclutamento.
Gestione finanziaria: introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra Istruzione e Tesoro: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario.
Valutazione degli atenei: le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia. Obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero di tutti i corsi e sedi distaccate per evitare quelli non necessari e valutazione dell'efficienza dei risultati da parte dell'Anvur.
Obbligo presenza docenti a lezione: avranno l'obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei. Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento uniforme per l'impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio.
Scatti stipendio solo ai migliori. Si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell'attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.
Diritto allo studio e aiuti agli studenti. Delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni per spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità. Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d'onore.
Mobilità del personale. Sarà favorita la mobilità all'interno degli atenei, perchè un sistema senza mobilità interna non è un sistema moderno e dinamico. Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.


da Casaggì Firenze


http://casaggi.blogspot.com/