lunedì 26 marzo 2012

Le Vespe, le Iene e i grillini: benvenuti allo Zoo dei Qualunquisti

"Le Vespe" era una rubrica famosa della testata L'Uomo Qualunque, fondata dal comico Guglielmo Giannini negli anni 40'. Giornale che poi diverrà ancora più noto quando, trasformandosi in partito, si farà definire filofascista. Infatti la colpa di questi movimenti populisti anti-sistema e anti politica è proprio il fatto che non avendo una matrice ideologica, per paradosso, faticano a trovare una etichettatura e così finiscono col rimbalzare tra le pareti esterne delle istituzioni. Negli anni del dopoguerra la parete più estrema in Italia erano i ruderi del PNF e perciò dunque, come si diceva al tempo, "qualunque" cosa si muovesse al di fuori di certi schemi istituzionali veniva etichettata come fascista. Gli schemi istituzionali della prima repubblica però, furono rotti a più riprese dopo gli anni 70' quando l'economia e la società italiana erano ormai assuefatti sui disegni di matrice filoamericana e capitalistica più in generale al punto da tracciare una nuova rotta per questi movimenti vox populi a risonanza. E più la povertà e il disagio crescevano più lesacche di resistenza alle strutture partitiche si arricchivano di questi "luoghi" comuni. Non si tratta di ideologie spinte verso l'anti ideologia bordeline, non mi riferisco alle Brigate Rosse, ai Nar e dir si voglia, ma a movimenti del popolo per il popolo. Giannini, che di professione faceva il comico, fu accusato di essere filofascista, lui che oggi, avrebbe plaudito l'avvento del Governo dei tecnici montiano. E se si escludono gli esempi di concentrazione amministrativa, come nello stato nazista hegeliano, che pur sempre una matrice ideologica avevano, oggi parleremmo di puro liberalismo tecnocratico.

Venendo nello specifico, ciò che oggi possiamo rinvenire come un rigurgito della Prima Repubblica, o come una crisi di rigetto della Seconda, punti di vista, il nuovo Qualunquismo dei comici assume i volti dei soliti noti di Luca e Paolo, Brignano, Beppe Grillo, Boncompagni e Crozza. Il problema dei qualunquisti è che, rifiutando ogni compromesso nei confronti dei partiti e delle ideologie che le sostengono, divengono essi stessi una sorta di ideologia confusa.Un'ideologia scarta ideologie. E così che Grillo fa un partito anti schieramento, che però quando arriva a schierarsi si scioglie, come il sale nell'acqua e così il Crozza di turno che magari comunista lo era, è costretto per la parcondition a fare battute su Berlusconi, cui ormai non ride più neanche Veronica Lario, e su Bersani in egual misura. E così laGuzzanti, che parla la stessa lingua dell'Annunziata, finisce per litigarci a sangue...

Quando il qualunquismo si prende in giro diviene Cetto La Qualunque. Molti vedono la satira di Albanese come unfinto Berlusconi all'ennesima potenza, io essenzialmente, mentre i programmi dei partiti nell'era del bipolarismo "imperfetto" si somigliano, ci vedo proprio la caricatura del politico qualunquista di professione. Albanese più che unBerlusconi polarizzato sembra più un Grillo polare artico! Animali geneticamente modificati a parte, il fenomeno delqualunquismo cartesiano trae linfa vitale dai malesseri della politica, eppure per uno strano scherzo del destino in puro stile Dottor House, finisce con l'assumere gli stessi sintomi. La terminologia medica aiuta, in quanto se si potesse dare una definizione post moderna al qualunquismo allora si tratterebbe proprio di una pura e cruda cura della sintomatologia senza diagnosi e senza posologia della malattia vera e propria! Insomma ci si concentra sul ladro ma non sulla povertà che sono in un rapporto appunto di causa-effetto. E' per questo che il qualunquismo attecchisce negli strati meno approfonditi e più profondi della società: salegiochi, palestre, bar, parrucchierie... perché è facile osservare uno starnuto ma è fottutamente complicato diagnosticarne un melanoma! E così siamo tutti lì ad esultare con il "Salute" eppure non ci accorgiamo che il vero male non si vede e non può certo essere portato all'esterno da Boncompagni e compagni... Perché? Per lo stesso motivo per cui un'erborista non potrà mai curare un'appendicite! Un comico non ha gli strumenti per amministrare uno Stato - e d'altronde spesso non ce li hanno i politici gli strumenti, vedi uno Scilipoti qualunque - al massimo può avere gli strumenti per osservare che un ingranaggio gira male! E d'altronde il comico diventa il megafono del barista che paga troppe tasse e che non capisce i privilegi parlamentari o gli elevati numeri della Camera...

Indifendibili per carità, così come bene li descrive un giornalista che certo di qualunquista non ha neanche l'aspetto -Mario Giordano - nel suo ultimo libro. E dopo la caccia "alle streghe" verso tutte le caste alla fine, colpo di scena, scopriamo che la "vacca grassa" è Politicandia. Certo anche loro non aiutano con i casini sulla nuova tangentopoli e gli strascichi di quella vecchia, i finanziamenti illeciti, i falsi bilanci, le spese inspiegabili e gli sprechi assurdi. Roba che gli ufologi italiani hanno smesso di guardare il cielo e hanno iniziato a guardare Montecitorio! 

Questo non ha niente a che vedere col fatto che chi non ha una militanza alle spalle non può far politica poiché come dice Aristotele non serve essere un cuoco per valutare la bontà di un piatto, ma forse aiuterebbe... non ce ne rendiamo conto perché sinora le Iene hanno intervistato politici non in grado di saper controbattere e non in grado di saper rispondere a inchieste spesso sommarie e spezzoni di film... Perché è di questo che si tratta. Spezzoni di informazioni. Ma il mosaico va ricostruito. Perché indignarsi davanti al fatto che il Senatore Leoni paga i debiti dell'associazione automobilisti di Torino quando invece potremmo e dovremmo indignarci davvero dinanzi al fatto che un massone senza essere eletto dal popolo, ci sta togliendo l'aria dalle bombole mentre siamo a 330 metri sotto il livello del mare-spread??


Iene, Vespe e Grilli sempre più svegli, italiani sempre più ghiri in letargo, ci accontentiamo di vedere un trailer immaginando il resto del film, ma forse dovremmo guardarlo tutto prima di farci un'idea. Non un'ideologia. Ma alla fine la mia resta solo una riflessione forse tautologica. Vorrei evitare di diventare qualunquista, la militanza non conta quando sei al bar o su un blog...


di Santi Cautela