mercoledì 29 giugno 2011

Martedì 19 Luglio tutti a Palermo per Paolo Borsellino

Come ogni anno, Martedì 19 Luglio, a Palermo celebreremo l’anniversario della strage di Via D’Amelio con una grande fiaccolata che attraverserà silenziosamente la città fino a raggiungere il luogo dell’attentato.
chiunque volesse partecipare ci contatti o sulla posta di facebook o all'indirizzo giovinezzamilazzo@yahoo.it




lunedì 27 giugno 2011

Riprendiamoci il Futuro

            
Al di la delle difese d’ufficio, delle polemiche strumentali, delle forzature da “gioiosa macchina da guerra”, il risultato delle amministrative e l’andamento del referendum disegnano un quadro chiaro, inequivocabile. La legittima azione politica di Berlusconi e la sua leadership carismatica stanno rapidamente erodendosi, perché il paese sta tumultuosamente cambiando nel suo profondo. Tuttavia il quadro politico appare del tutto bloccato perché non stanno delineandosi, al di la dell’euforia e del clima emotivo, alternative di governo coese, consistenti, autorevoli.
Sono questi i segni di una crisi di sistema che richiedono strategie urgenti e coraggiose.
I nodi più rilevanti della situazione sembrano i seguenti:
a) sbandamento e logoramento dell’elettorato moderato: sfiducia, paura, decomposizione del ceto medio;
b) il vasto partito dell’antipolitica e della sfiducia nella politica genera il proprio progressivo ampliamento; gli estremismi e i radicalismi della comunicazione della maggioranza si trasformano in boomerang contro il governo;
c) declino del bipolarismo nella sua versione “leaderistica” rissosa e gridata, schiava della mistica dell’apparire e dell’annuncio; crisi accelerata dal fallimento dell’utopia illuministica del bipartiamo, sia nella versione “predellino” sia nella versione veltroniana della “ vocazione maggioritaria”;
d) il quadro politico registra il tracollo del riformismo (fallimento del centro; il PD al traino di Vendola e dell’ IDV; il PDL, tra mugugni e risse, è arroccato in una comunicazione massimalista e barricadiera); la Lega appare in frenata anche nelle roccaforti e soffre la mancanza di strategie e di collegamenti europei;
e) I referendum, pur nell’atmosfera emotiva e populista accentuata anche dal ruolo preponderante degli strumenti della Rete, rivelano, da un lato un grande sussulto di partecipazione soprattutto contro il conformismo della politica spettacolo dei talk – show, ormai dominio incontrastato e stucchevole di una vera e propria “compagnia di giro” giornalistico - politica; dall’altro una vasta insofferenza per la qualità della politica attuale e delle sue modalità; fino al punto da rendere urgente una riflessione sulle leggi elettorali, sulla selezione della classe dirigente, sul leaderismo e sui partiti. Quindi ci sono tutti i segni premonitori di un futuro confuso disordinato, convulso, con le incognite di un quadro economico fragile.
In una tale prospettiva i leader carismatici sanno evitare con coraggio il logoramento, il traccheggiamento, il bunker, le modifiche maquillage. La realtà è dura e non fa sconti, ma soprattutto non tollera scorciatoie. Perciò occorre coraggio, iniziativa politica, un nuovo progetto di cambiamento.
Se Berlusconi vuole essere principio attivo nel costruire il futuro del popolo dei moderati (del PPE italiano), deve cambiare politica, agenda delle priorità, modalità di comunicazione, gruppo dirigente (il solo Alfano è mero maquillage), regole interne, modalità di fare politica. E presto, senza tentennamenti, senza cedimenti al soffocante abbraccio della corte. Se non ci riuscirà, avremo una lunga fase di logoramento, una sterile guerriglia tra “i signori della guerra” e poi il dissolvimento del centro destra; in un clima torbido di veleni; in una congiuntura economica fragile.
Perché noi siamo dentro il declino di un ciclo politico e di una leadership carismatica, ma il quadro politico è in stallo e non sta emergendo una alternativa di governo; anzi, i dati delle amministrative e del referendum stanno spingendo il PD verso una autolesionistica ubriacatura populista succube dei rigurgiti massimalisti e giustizialisti, a lungo incubati e repressi. Quindi, la sinistra rischia il testa-coda per overdose di populismo emotivo, con ulteriori devastazioni del quadro politico.
E’ realistico ritenere che la via strategica per il popolo dei moderati e per Berlusconi sia ardua ma non impossibile:
- in primo luogo è urgente rilanciare l’alleanza con la Lega sulla base del federalismo e della riforma dello Stato;
- ricomporre il mondo moderato dentro il solco dei valori e della strategia politica del PPE;
- ricostruire dalle fondamenta il partito sul modello del Centrodestra  (partecipazione, territorio, cultura politica, democrazia interna);
- rilanciare l’azione di governo sui nodi della modernizzazione, della sintesi tra sviluppo e risanamento, di un nuovo sistema fiscale che privilegi il lavoro, l’investimento dell’impresa, la vita e la famiglia.
A questo punto, perderemo il futuro se ci abbarbichiamo senza speranze al presente.                                                
di Sergio Chillè

giovedì 23 giugno 2011

NOTA SS.MILAZZO



Nota della Società dopo l'incontro con l'Amministrazione comunale.


Dopo l'annata calcistica ricca di gratificazioni, conclusasi con successi significativi sia per la prima squadra e sia per il settore giovanile, la Ss Milazzo - viste le perduranti difficoltà incontrate e appurata l'assoluta mancanza di risposta da parte di tutte le componenti che gravitano attorno alla Società, non ultime le promesse disattese da parte degli amministratori locali e avendo constatato l'impossibilità a continuare un discorso che abbia un minimo di progettualità - ha rimesso il titolo sportivo nelle mani dell'Amministrazione comunale, dando modo, quindi, alla città e agli amministratori locali di individuare nuovi imprenditori che abbiano voglia e più capacità dell’attuale dirigenza. 
La Ss Milazzo, dunque, darà la possibilità all'Amministrazione e alla città di trovare adeguati ricambi societari, affinché si possa mantenere nel tempo la preziosa categoria dei professionisti che ha portato visibilità e lustro alla città di Milazzo e, nel contempo, garantirà l’ordinaria amministrazione avendo specificato, ai diretti interessati, l’approssimarsi delle date per l'iscrizione al campionato e per l'inizio delle attività. 
NON BISOGNA AGGIUNGERE ALTRO!

sabato 18 giugno 2011

Il "Milazzo" rischia di sparire..ancora una volta "Grazie PINO"

"Non siamo politici. Purtroppo, o per fortuna, amiamo fare i fatti e usare poco le parole. E la realtà ci dice che ad oggi a Milazzo è impossibile fare calcio". Parole pesanti quelle rilasciate in esclusiva aTuttoLegaPro.com da Vincenzo Lo Monaco, dirigente accompagnatore del Milazzo Calcio, poche ore dopo l'incontro con l'amministrazione comunale in cui la società del presidente Chialastri ha deciso di defilarsi.

"Abbiamo restituito al Sindaco il titolo. Adesso, fino al 28 giugno, sono padroni del destino del Milazzo. Possono fare quello che vogliono. Noi, come ultimo atto d'amore per la città, abbiamo addirittura garantito i 50mila euro di iscrizione per il 28 giugno".
Sulle cause che hanno portato a questa rottura il dirigente parla chiaro, senza peli sulla lingua. "Continuano a dire che noi vogliamo andarcene perché non viene nessuno allo stadio. Non è assolutamente vero. I veri problemi sono altri. Due i più gravi. Il primo: hanno detto che ci lasciano lo stadio in gestione quinquennale. Benissimo. Ma che stadio ci danno? A febbraio la prefettura ha stilato 27 punti per cui il "Grotta Polifemo" non è strutturalmente a norma. In questi mesi non è cambiato niente. C'è un verbale scritto, lo tireremo fuori in questi giorni. Non vogliamo lo stadio a 4500 posti, come è stato detto in giro. Ma quanti sanno che con l'Avellino abbiamo avuto l'agibilità solo per 2000 posti? Come si fa, entro il 28 giugno, a sistemare 27 punti? Ad oggi il "Grotta Polifemo" non è agibile. Punto e basta". Finita qui? Non proprio. Il giovane dirigente mamertino svela un altro punto finora poco chiaro. "Avevamo chiesto al Comune di trovarci sponsor per poter avere una mano. Ci hanno detto che alcune industrie potrebbero tranquillamente portare il Milazzo in Serie B. E allora perché non lo fanno? O, al massimo, perché non ci danno una mano? Noi quest'anno abbiamo i conti in regola, ma i soci sono in perdita. Noi non vogliamo dissanguare il Comune, ma semplicemente che ci mettano in contatto con chi può sponsorizzare la squadra. In realtà al Comune non interessa una squadra in Lega Pro. Non è una loro priorità e un loro dovere. Questo ci hanno detto. Noi ne prendiamo atto e usciamo di scena, aspettando il 28 giugno".
da tuttolegapro.com


GRAZIE PINO,GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE L'HANNO VOTATO.
L'ENNESIMA DIMOSTRAZIONE CHE DI MILAZZO E DEI MILAZZESI,NON GLIENE FREGA UN CA....VOLO!

mercoledì 15 giugno 2011

FRANCESCO CECCHIN PRESENTE!



E' la notte tra il 28 e il 29 maggio 1979 quando gli inquilini di via Montebuono, nel quartiere Trieste, a Roma, vengono svegliati da grida disperate. Chi si affaccia vede un corpo riverso nel cortile di un condominio, ai piedi di un muro alto cinque metri. Arriva la polizia, poi un'ambulanza. Si tratta di Francesco Cecchin, uno studente diciottenne, conosciuto come attivista missino. E' in condizioni gravissime e ci si chiede come abbia fatto a precipitare in quel cortile.

I giornali del mattino non riportano neppure la notizia, ma i suoi familiari e i suoi camerati sanno qual è la verità. Francesco Cecchin era sceso di casa insieme alla sorella per una passeggiata fino a via Montebuono, dove un suo amico lavora in un ristorante. Poco dopo mezzanotte, mentre i due ragazzi sono fermi davanti all'edicola di piazza Vescovio, spunta una Fiat 850 bianca che compie una brusca frenata davanti a loro; dall'auto scende un uomo che urla all'indirizzo di Francesco: "...E' lui, è lui, prendetelo!". Intuendo il pericolo e, probabilmente, riconoscendo l'aggressore, Francesco fa allontanare la sorella e corre in direzione di via Montebuono, inseguito dagli occupanti della macchina. La sorella, intanto, si getta vanamente al loro inseguimento, urlando: "Francesco, Francesco!"; le sue grida vengono udite da un giovane che, sceso in strada, nota un uomo darsi alla fuga verso via Monterotondo e qui salire sulla Fiat 850 bianca che si allontana velocemente. Il corpo di Francesco viene quindi rinvenuto in fondo ad un cortile, in posizione supina, distante circa un metro e mezzo dal muro alto cinque metri, perde sangue dalla tempia e dal naso e tiene ancora strette nella mano sinistra un mazzo di chiavi, di cui una storta che spunta tra le dita, e in quella destra un pacchetto di sigarette.

A questo punto sarebbe stato lecito attendersi immediate indagini, invece sembra che tutti abbiano una fretta tremenda di liquidare l'accaduto come "un incidente". La polizia, negando che vi sia stata una colluttazione, arriva a ipotizzare che Francesco - impaurito - abbia scavalcato il muretto del cortile senza rendersi conto che sotto c'era un salto di cinque metri... Ma Francesco conosceva bene quel palazzo e il suo cortile, in quanto ci abitava un suo amico; inoltre era ben strano che il corpo fosse stato trovato in posizione supina, anziché riversa, tipica di chi si lancia, e senza contusioni agli arti, inevitabili quando si effettua un salto volontario da una simile altezza.

Prende così corpo la tragica ipotesi che il corpo di Francesco sia stato gettato, già esanime, al di là del muretto che delimita il terrazzo; tesi avvalorata da altri particolari: innanzitutto il trauma cranico, segno che il peso dell'impatto al suolo si è scaricato tutto sulla testa; poi le chiavi e il pacchetto di sigarette ancora strette nelle mani: chi pensa di lanciarsi oltre un ostacolo cerca istintivamente di avere le mani libere; infine, la dichiarazione resa da alcuni testimoni che affermano di avere udito: "le grida di un ragazzo, poi alcuni attimi di silenzio... e, infine, un forte tonfo non accompagnato da alcun grido": è difficile credere che una persona possa gettarsi spontaneamente giù da un muro alto cinque metri e non emettere il minimo grido neppure atterrando pesantemente a terra. Che prima di questo tragico epilogo ci fosse stata una colluttazione è dimostrato, poi, dalla chiave piegata rinvenuta tra le dita di Francesco, sicuramente usata come arma di difesa contro i suoi assassini, e dai segni dei colpi subiti riscontrati su tutto il corpo. Il 16 giugno, dopo 19 giorni di coma, Francesco muore e solo allora vengono avviate le indagini. Viene arrestato Stefano Marozza, iscritto al PCI e proprietario della famigerata 850 bianca, il quale cerca di scagionarsi dichiarando che la sera dell'agguato era andato a vedere un film, ma gli inquirenti verificano che il cinema indicato era chiuso... Ciò nonostante, mentre nessuno si preoccupa di verificare chi poteva essere insieme a lui quella sera, qualcuno gli fornisce un nuovo alibi, questa volta "perfetto"; mentre ogni prova e ogni riscontro viene fatto sparire dagli incartamenti.

Anni dopo il giudice, scrivendo la sentenza, dichiara che se non era stato in grado di condannare l'imputato e neppure di fare piena luce sull'omicidio Cecchin, ciò era colpa dei ritardi nelle indagini e del modo di procedere degli investigatori, al punto che il magistrato ipotizza persino di avviare un procedimento nei confronti degli organi di Pubblica Sicurezza.

LUI VIVE.
LUI COMBATTE.

sabato 11 giugno 2011

MANIFESTI PAGATI DAI MILAZZESI

Dopo un breve periodo di assenza causato da vari impegni di tutti i militanti...I RAGAZZI SONO TORNATI ..cattivelli e precisi come sempre..ma andiamo con ordine!


In queste settimane l'attenzione dei media nazionali e non solo,è proiettata su questo benedetto referendum!
Nella nostra cittadina si sono susseguiti in questi giorni vari comizi,più o meno interessanti,qualche manifesto della sinistra estrema,qualche scritta su muri e cassonetti..ordinaria amministrazione..!


A proposito di AMMINISTRAZIONE.Circa due giorni fa,dopo una riunione con il gruppo,mentre ci accingiamo a ritornare nelle nostre dimore,notiamo qualcosa di veramente strano. Negli spazi "istituzionali" dove appunto l'amministrazione dovrebbe informare i cittadini sul proprio operato o su dei bandi o su qualsiasi altra cosa riguardante esclusivamente la" casa comunale",troviamo in bella mostra dei manifesti coloratissimi,bellini dal punto di vista estetico,recanti il seguente slogan:"Difendiamo il presente costruiamo il futuro"..votiamo si al referendum!!


Fin qui nulla di strano,a parte che erano attaccati negli spazi istituzionali nulla di che,sarà qualcuno che li ha messi di "sgamo",niente di allarmante!avvicinandoci però notiamo qualcosa di strano,i manifesti erano firmati dal sindaco..si si..avete capito bene...dal sindaco...e non solo..nella parte superiore c'era in bella vista il logo della città e la scritta CITTA' DI MILAZZO,come se fossero dei manifesti per ricordare qualche data particolare come foibe e shoa,o per promuovere qualche attività patrocinata dal comune.


adesso ci domandiamo...


Può un Sindaco,con i soldi dei contribuenti,pubblicizzare un referendum e tentare di orientare il voto?


NOI PERSONALMENTE CREDIAMO DI NO! 
ancor meno se fatto con i soldi dei cittadini milazzesi!!


PRIMA
 



DOPO
 




lunedì 30 maggio 2011

LE MAGLIE!

FINALMENTE SONO ARRIVATE!
VESTI IDENTITARIO
VESTI GIOVINEZZA

sabato 28 maggio 2011

ARES:una terribile bellezza,E' NATA!

E' nato ARES il giornalino on-line e "carteceo" della comunità militante milazzese.
La diffusione delle nostre idee,dellle nostre battaglia,dellle nostre manifestazionie, di ciò che avviene sul nostro territorio,sarà più capillare.
A breve verrà pubblicato il primo editoriale e successivamente la prima pubblicazione su "carta"!


Cerca ARES nei bar,nelle edicole oppure contattaci per avere una copia! 


una terribile bellezza,E' NATA!
http://newsares.blogspot.com/

giovedì 26 maggio 2011

19 anni dopo,Giovanni Falcone fa ancora paura




Catania si è svegliata con l'ennesimo atto di insofferenza alla cultura antimafiosa realizzato dal vigliacco di turno: il murales di viale Ulisse che "Addiopizzo Catania" sta  ultimando per ricordare la strage di Capaci è stato rovinato, il viso di Giovanni Falcone sfregiato con della vernice rossa.L'atto vile è' uno sfregio all'intera città di Catania e all'intera comunità siciliana che giorno per giorno si rifiuta,si ribelle e combatte la mafia.

19 anni dopo,Giovanni Falcone fa ancora paura.

lunedì 23 maggio 2011

Capaci, 23 maggio 1992-Onore a Giovanni Falcone

Palermo, 20 maggio 1939 – Capaci, 23 maggio 1992
« La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. »
-Giovanni Falcone-

domenica 22 maggio 2011

giovedì 19 maggio 2011

RIFORMARE I PARTITI PER SELEZIONARE LA CLASSE DIRIGENTE

di Sergio Chillè
C'erano una volta i partiti. Quelli classici, avevano una classe dirigente, propri parlamentini, una ideologia, un progetto di cambiamento della società forzato alle esigenze del pragmatismo. Poi naturalmente c'erano le elezioni che stabilivano il ruolo nello Stato e che decretavano il successo o il fallimento di un leader.
Guardando all'Italia, stiamo parlando di preistoria. Il partito, sia che facciamo riferimento all'organizzazione classista di Marx e Lenin, o a quello più pragmatico di Max Weber che lo legava a principi e valori condivisi, non esistono più. Oggi abbiamo un capo e intorno a lui un'organizzazione più elettorale e di governo che politica. E la forza, la capacità di attrarre consensi, non sono dati da una strategia, dal porre all'attenzione dell'opinione pubblica temi condivisi, ma dal grado di popolarità del capo. Così non stupisce che Berlusconi si ponga il quesito se ricandidarsi nel 2013 perché sa bene che il consenso non potrà trasmetterlo automaticamente al successore solo perché lo sceglie. Sa bene che la forza di attrazione del Pdl non è data dal programma politico, ma dalla fiducia che personalmente riscuote. La questione non riguarda soltanto il Pdl. Dal 1992, da quando Tangentopoli spazzò via i partiti tradizionali (il Pci fu travolto dalla storia) sono tutti nella stessa condizione. Quanti gruppi politici fanno riferimento a un capo carismatico? Di Pietro, Casini, Mastella, Lombardo, Rutelli, Fini, Storace, Vendola, tanto per citarne alcuni. La Lega, pur con una organizzazione periferica simile al vecchio Pci, ha un capo come Bossi in grado di effettuare mille piroette politiche senza subire lacerazioni. Non esce da questo schema il Pd. Ha vinto quando ha trovato in Prodi la sintesi di tutte le anime della sinistra, capace di mettere in piedi un cartello elettorale valido solo per le elezioni, non per governare. Ora se si parla della crisi del Pd si individua in Bersani il responsabile. Il partito si divide perché non ha un patrimonio comune di valori o di progetti e il capo non ha il carisma per superare le divergenze. Così diventa il responsabile della crisi. L'effetto di tutto questo è l'assoluta incapacità dei partiti di costruire una nuova classe dirigente e alternative interne. Cosa sarebbe Italia dei Valori senza Di Pietro? O l’Udc senza Casini? Ma vale anche per il Pdl. Tutto è ingessato. La classe dirigente invecchia, al massimo coopta qualcuno, ma non entra mai in discussione. Anche nel Pd, che ha il meno saldo dei leader, il ricambio è impedito dal gruppo al vertice da sempre: Bersani, Veltroni, D`Alema, Fassino, Franceschini, Fioroni. Loro e solo loro decidono per il futuro. Questo è un problema per il Paese che ha la più anziana classe dirigente del mondo occidentale. Dove si parla di successione come nelle monarchie e dove la scomparsa del monarca può portare alla disgregazione del regno. Accadrà anche al Pdl, se Berlusconi, prima di scegliere il delfino, non costruirà il partito. Lui fu capace di innovare la politica italiana dopo la crisi della Prima Repubblica. Se riuscisse a farlo alla fine della Seconda farebbe un regalo non solo ai suoi, ma a tutto il Paese. Perché inevitabilmente costringerebbe gli altri a seguire la stessa strada. La democrazia moderna ha ancora bisogno di partiti. Diversi da quelli del secolo scorso. Capaci di selezionare la classe dirigente per guidare il Paese.  

domenica 15 maggio 2011

In ricordo di Giorgio Almirante -resoconto e foto-



Almirante: un pensiero sempre attuale

Si è svolto ieri,sabato 14 maggio,presso la sede della Giovane Italia Milazzo un convegno di commemorazione dell’onorevole Giorgio Almirante, Segretario simbolo del Movimento Sociale Italiano, incipit della destra attuale.
L’incontro è stato moderato da Clarissa Gitto, della Giovane Italia Mamertina ed introdotto dal Presidente Provinciale del Movimento Nino Munafò.

Il Presidente Munafò ha espresso, nel suo breve intervento, la sua testimonianza sull’era post Almirante, il periodo in cui lui ha iniziato la sua attività politica, periodo nel quale si respirava ancora l’aria dello statista almirante con i rinnovati valori “propri” della destra italiana quali la Patria, la famiglia. Munafò ha successivamente introdotto il Senatore Domenico Nania, che ha vissuto in prima persona quel periodo. 
Il Senatore Nania,che è voluto rimanere seduto attorno alla "giovinezza" presente in sala, ha ripercorso a grandi linee la storia della destra italiana a partire dal periodo fascista, prima che esso degenerasse nel autoritarismo . Periodo che ha segnato fino a tempi recenti la storia della Destra e che continuò a vivere nelle idee di Giorgio Almirante e Pino Romualdi con la creazione prima della Repubblica Sociale Italiana e successivamente del Movimento sociale. È proprio in quest’ultimo che Almirante espresse la sua idea di repubblica. Una repubblica a tendenza presidenziale non tanto lontana dalle odierne ipotesi di riforma costituzionale. Fu lui il primo uomo di destra che invitò a far scomparire le iconografie fasciste dalle sedi dell’MSI segnando una definitiva rottura col tragico ventennio. 
Almirante ha saputo interpretare il pensiero del Popolo Italiano nella sua era, ed è soprattutto questo che fa di un uomo politico uno statista. A coronamento si è presa visione di un video, creato dai militanti della Giovane Italia.
Spesso la politica non è quello che vorremmo che fosse, ma Giorgio Almirante ci ha insegnato che niente è impossibile e che lo può diventare:Patria, Famiglia prima che strumenti di consenso elettorale sono valori e sta a noi giovani di destra custodirli.



a cura di R.Vaccarino


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IL VIDEO PROIETTATO A FINE CONFERENZA

venerdì 13 maggio 2011

Lorenzo Italiano:"La verità sul bilancio comunale"

L’amministrazione Pino a quasi un anno dal suo insediamento mette in cattiva luce l’operato e gli amministratori dell’ultimo decennio e addebitando a questi varie responsabilità nella gestione dei conti pubblici, senza tuttavia supportare con documentazione quanto, quotidianamente asserito.
Fatto ancora più grave se si considera che fa parte della sua amministrazione l’assessore Stefania Scolaro, già amministratore della giunta Nastasi dal 2000 al 2005 e l’assessore Capone Maurizio già presidente del Consiglio Comunale  con l’amministrazione Italiano, e l’assessore Gianfranco Nastasi assessore anche questi nella giunta Italiano, e il Consigliere Francesco De Pasquale assessore alle Finanze della giunta Nastasi dal 2000 al 2005.
Ma l’assurdo sta nel fatto che il Dirigente ragioniere generale dell’ente e responsabile della gestione finanziaria dal 1997 al 2005 era il ragioniere Musile Tina, oggi nominata esperta alle finanze dall’attuale Sindaco.
IL responsabile del servizio ragioneria  e responsabile del centro di costo è il ragioniere Carmelo Caravello, Dirigente dal 2007 al 2010 dell’amministrazione Italiano.
Nulla è cambiato dal 97 ad oggi nella gestione dei conti pubblici e dei tributi,anche perché il ragioniere Caravello si è alternato al ragioniere Musile, oggi entrambi chiamati dall’amministrazione alla gestione del servizio.
E’difficile comprendere come si possono addebitare presunte responsabilità alla parte politica, su atti e scelte gestionali che la legge riconosce al Dirigente.
E’ pertanto obbligatorio fare un escursus della gestione sulle finanze dell’ente.
IL Sindaco,il Segretario Generale , il Ragioniere Generale (di ieri e oggi responsabile del servizio finanziario) hanno sottoscritto la relazione programmatica allegata al bilancio di previsione e alla pagina 137 si fanno valutazioni personali qualificando come scelte scellerate  atti corredati dai pareri tecnici favorevoli sia contabili che amministrativi a firma del Dirigente del servizio finanziario rag. Caravello e dal Dirigente al personale del tempo,dell’amministrazione guidata dal sottoscritto.
Sino dal mio insediamento maggio 2005 , il Ragioniere Musile dirigente dell’ente, nelle relazioni presentatami sullo stato finanziario,evidenziava che la situazione economica presentava criticità, così come si leggeva nelle relazioni rese all’amministrazione dal Dott. Gaetano Saja, prima nella qualità di esperto e successivamente dall’Ottobre 2005 al dicembre 2006 Dirigente alla ragioneria dell’ente.
Ed infatti in occasione della verifica di cassa straordinaria del 26 Maggio 2005 per il passaggio di consegne dello stato finanziario  tra l’amministrazione uscente e subentrante si evidenziava che l’ente comunale non deteneva alcuna disponibilità liquida propria, ma faceva registrare, alla data, un debito presso il tesoriere  ammontante a  euro 5.514.198,00 a cui dovevano aggiungersi- 8.360.000,00 di euro per  atti di liquidazioni giacenti presso l’ufficio mandati per spese correnti e non per investimenti!
Le difficoltà economiche e di liquidità hanno fatto si che la mia amministrazione ha dovuto mettere in essere molti correttivi all’azione amministrativa; prima di tutto sono state revocate le convenzione con i legali per resistere in giudizio per i ricorsi tributari, e si è autorizzato il dirigente del dipartimento a sostenere le ragioni dell’ente davanti alla Commissione Tributaria, ciò con un notevole risparmio per le casse comunali.
Un notevole contenzioso tributario è stato determinato a seguito dell’affidamento per la riscossione coattiva dei tributi ad una società esterna, e il relativo pagamento di parcelle per euro 1.000.000,00 circa ad un solo legale, ciò a seguito di convenzione stipulata tra il legale e l’amministrazione Pino negli anni 90, per resistere agli innumerevoli ricorsi presentati.
Si è dato così inizio alla riscossione diretta dei tributi, evitando di riconoscere e pagare il 30% circa di aggio a società di riscossione esterna la (società ’’ausonia’’con sede in Palermo)portata al comune di Milazzo mediante affidamento  della giunta  Pino nel finire degli anni 90.
Oggi si ripropongono gli stessi  metodi e sistemi; infatti a pag 126 della relazione si fa riferimento  al recupero di circa 22.000.000,00 di euro di tributi a vario titolo,e questa grande mole di somme non riscosse dagli uffici, giustificherebbe la scelta di rivolgersi all’esterno affidando ad una società  per la riscossione coattiva il recupero dei tributi,(mi viene spontaneo chiedere a quale prezzo per la comunità?)
Si evidenzia che il recupero delle somme  è un atto di programmazione  gestionale  del Dirigente, così come  relazionato dal Dirigente Musile nella nota del 29/09/2005 n°4836,  anche con riferimento a circa 1000 ingiunzioni di pagamento alle utenze idriche per gli anni 2000/2001/2002 con somme impegnate per spese di notifica e con anticipazione all’economo creando appositi gruppi di lavoro tra il personale, di ruolo e non , così come si legge nelle relazioni presentate all’amministrazione dai diversi Dirigenti della ragioneria generale.
La cifra di 22.000.000,00 di euro (vedasi tabella allegata ai residui attivi  al conto del bilancio 2009) e il relativo riconoscimento dalla stessa amministrazione, smentisce con gli atti quanto in questo anno  ha continuato a proclamare il Sindaco sul dissesto dell’ente, e pertanto tutto si ricondurrebbe ad un’attività gestionale del Dirigente con responsabilità di questo per il mancato recupero delle somme.
Oggi sarebbe opportuno formare il personale contrattista al recupero dei tributi, non esternalizzare il servizio, evitando in tal modo di  pagare   somme per aggio a società di recupero, tutto ciò in contrasto al piano di risanamento economico e finanziario.
Quanto alle criticità evidenziate nella relazione del 2005 molti correttivi sono stati messi in essere negli esercizi finanziari successivi fino al 2009,di concerto e su proposta del  Dirigente di ragioneria,esempio l’approvazione da parte del consiglio comunale  di ben tre condoni tributari per reperire la necessaria liquidità e la relativa riscossione forzosa ad opera del personale dell’ufficio , riconoscendo ad essi gli incentivi previsti dalla legge.
Nelle relazioni del Dirigente  alla Ragioneria  Rag.Caravello, si legge che negli anni dal 2007-2008- si sono registrati maggiori riscossione delle entrate del comune per oltre 10.000.000,00 di euro.
Questi risultati hanno garantito al comune la premialità della Regione, sia per l’anno 2007, sia per l’anno 2008 per oltre 170.000,00 euro.
Tale premialità viene riconosciuta solo a quei comuni che si distinguono per l’impegno nella riscossione delle entrate.
Viene da riflettere e domandarsi, se la relazione presentata oggi ai Consiglieri Comunali risponda all’effettiva e reale situazione economica,o viceversa non erano veritiere le relazioni presentate negli anni precedenti dal Dirigente alla Ragioneria dell’epoca Rag. Caravello.
La relazione previsionale e programmatica di accompagnamento al Bilancio 2011 - 2013, a pag.4 al primo capo verso fa riferimento di sensibilizzare i responsabili dei centri di costo,i quali hanno l’obbligo di monitorare la spesa nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica,a fare un’analisi tra costi e benefici così come prevede la legge.
Tuttavia i responsabili ed estensori della relazione (pag.10) non informano i Consiglieri, ai quali spetta l’approvazione del piano di risanamento e del bilancio, che in corso di redazione dello stesso i responsabili dei centri di costo sono  cessati dalle funzioni al 31/3/2011 ; pertanto coloro che hanno relazionato per redigere il documento di programmazione non potranno più  essere chiamati alla  responsabilità ne fare quella verifica periodica sui conti.
Tenuto conto che l’ente si è dotato di una nuova struttura organizzativa e relative competenze (dotazione organica) che entrerà in vigore dopo l’approvazione del bilancio di previsione.
Ciò contribuirà a fuorviare i Consiglieri e non mettere gli stessi nelle condizioni di una seria ed obbiettiva valutazione del piano di risanamento.
Quanto alla copertura dei debiti fuori bilancio , la mia amministrazione è  stata costretta  ad accendere un mutuo presso la cassa depositi e prestiti, di 1.600.000,00 euro nel dicembre 2009, in aggiunta a circa 600.000,00 euro pagati con fondi del bilancio comunale per pagare la Fondazione Lucifero per complessive 2.200.000,00 euro, a seguito di sentenza esecutiva con conseguente  pignoramento sui Mulini Lo Presti.
Il credito vantato dalla  Fondazione Lucifero intervenuto nel pignoramento eseguito dalla ditta Magnisi; credito derivante da un esproprio di aree con risarcimento dei danni, a seguito di atti posti in essere  dall’amministrazione Pino nel 1996.
Sulla questione vi è una procedura in corso ( n°V2008/04386/BR-PR 11866 -  22557/2009P) da parte della CORTE DEI CONTI Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana,  per l’accertamento della responsabilità presunta sugli amministratori  dirigente e funzionari comunali, per il recupero giudiziale delle somme pagate dall’ente alla ‘’ Fondazione  Lucifero ‘’ e alla ditta ‘’ Passaniti  Adriana ’’ a titolo di risarcimento;
E’ stato contratto altresì ulteriore mutuo di euro 500.000,00 per il pagamento di quanto dovuto ai creditori per  sentenze passate in giudicato relativo ad espropri di aree per l’asse viario.
Il Consiglio Comunale con la delibera la n°120 del 05/11/2008 aveva formulato atto di indirizzo al Sindaco  al fine di transigere la controversia Magnisi a seguito della sentenza del 2002, onde addivenire alla alienazione dell’immobile molini Lo presti al valore reale di mercato,così come si evince nel parere favorevole del collegio dei revisori dei conti,con nota 57388 del 23/10/2008.
L’Amministrazione da me presieduta, utilizzando la normativa regionale e nello specifico il comma 1 art.11 della l.r. 14/05/2009 n.6, si è prontamente attivata nel rispetto della volontà Consiliare,a richiedere un’anticipazione di cassa alla Regione Siciliana di 5.000.000,00 di euro per fare fronte al pignoramento della ditta Magnisi, in modo tale da svincolare i Molini Lo Presti dai pignoramenti eseguiti dai creditori ed  evitare un danno all’ente, per il pagamento di euro 400.0000,00 per un ulteriore debito del Comune nei confronti di un dipendente comunale.
Detta anticipazione è stata salutare per il Comune perché a seguito della procedura esecutiva  nella quale  le due vendite all’asta  erano andate deserte, il creditore Magnisi aveva chiesto al Tribunale di Barcellona, l’assegnazione dell’immobile per il credito che lo stesso vantava e cioè euro 3.850.000,00 circa a fronte di un valore dell’immobile stimato dal perito  di  euro 12.000.000,00 circa.
La suddetta anticipazione, concessa ai sensi del c.1 art.11 della l.r. n.6/2009,viene consolidata alla data del 31/12/2010 e il residuo debito può essere .
Si ricorda che il debito Magnisi è da ricondurre alla responsabilità di amministratori, ma soprattutto a dirigenti e funzionari comunali che hanno gestito tale debito; il Ragioniere Musile nei diversi esercizi finanziari ha posto in essere provvedimenti nei bilanci 2002-2003 per soddisfare la ditta Magnisi, senza che tuttavia questi siano andati a buon fine,quindi, maturando interessi a danno dell’ente.
Oggi purtroppo si corre il rischio di vedere sottratto alla comunità  questo prezioso immobile, nonostante il grande sacrificio economico sopportato dal comune; infatti la procedura esecutiva a carico dello stesso non è stata  chiusa, ciò perché gli uffici e l’amministrazione attuale non si sono adoperati in tempo per la definizione della procedura esecutiva con la conseguenza che oggi altri creditori si sono inseriti nel  pignoramento dell’immobile e richiesto la vendita del bene.
Infine non bisogna trascurare  l’importo pagato di euro 6.800.000,00 comprensivo di interessi allaCooperativa Cooplat, con fondi del bilancio comunale;a ciò si aggiungono 3.000.000,00 di euro aTirreno Ambiente sempre pagati con fondi di bilancio comunale, oltre al pagamento della discarica diS.Piero Patti( debito degli anni 90 ) per 150.000,00 euro circa e a quelli pagati per la discaricaPappalardo di CT per 300.000,00 euro circa e alla discarica di Messina per 280.000,00 euro (questi alcuni dei debiti degli anni 90).
E’ molto opinabile quanto si riferisce  a pag.11 della relazione 2° capo verso;infatti la riduzione dell’anticipazione di cassa è dovuta non ad elementi correttivi posti in essere dall’attuale amministrazione per  aumentare le entrate,  ma al mancato pagamento delle ditte che hanno operato e realizzato opere pubbliche e fornito servizi al comune.
Saranno da valutare le responsabilità che ricadono  sul dirigente e sull’amministrazione di operare in quella direzione dal giugno 2010 al 31 dicembre 2010.
Non pagando i fornitori l’ente è stato esposto al pagamento dei maggiori oneri consistenti negli interessi e nelle spese legali.
Emerge una  responsabilità dei Dirigenti che hanno emesso gli atti di liquidazione  senza provvedere ai pagamenti così previsto dalla legge.
Non pagando le aziende, queste si mettono in ginocchio ed è così che oggi si rientra nel patto di stabilità.
E’ incomprensibile come il Sindaco prelevi nel dicembre 2010 dal fondo di riserva circa 50.000,00 euro per pagare ai Dirigenti la premialità al massimo contrattuale per il raggiungimento degli obbiettivi degli anni 2008 – 2009, criticando in più occasione e mettendo in dubbio la professionalità degli stessi,e poi si grida al dissesto.
E’strumentale quanto si asserisce (vedi pag. 111 della relazione )sulla inefficienza delle amministrazioni precedenti, richiamando questi a responsabilità per  atti prettamente gestionali.
Quanto riportato nella scheda relativa ad Analisi delle Risorse contributi e trasferimenti di capitale a pag. 116 si fa riferimento all’alienazione dei beni, nelle risorse iscritte nel titolo lV categoria 01 con previsione nel triennio di incasso per euro 6.403.406,90 a copertura dei debiti fuori bilancio e al ll° capoverso  di pag.117,l’amministrazione si attribuisce meriti per avere saputo avviare procedure regolari e rendere appetibile sul mercato i cespiti posti in vendita.
E’doveroso ricordare ai responsabili e sottoscrittori della relazione , che non si è potuto procedere all’alienazione dei beni previsti nell’esercizio finanziario 2009 perché il piano di alienazioni è stato impugnato presso il Tar di Ct da 7 Consiglieri Comunali, fra questi l’attuale esperto alle finanze del comune, fratello del Sindaco,Pino Francesco,l’attuale assessore Scolaro Stefania e l’attuale assessore D’amore Massimo, difesi dall’avv.to Gitto Giuseppe legale avversario dell’ente  oggiavvocato di fiducia.
Ciò ha comportato un notevole ritardo nell’ attivare le procedure di vendita e determinato un notevole danno alle casse dell’ente per la mancata alienazione, corre l’obbligo di sottolineare che il Dirigente del servizio patrimonio e titolare della procedura per la vendita e valorizzazione degli immobili comunale di allora, è l’attuale responsabile del servizio finanziario, sottoscrittore della presente relazione .
Nel documento contabile si legge che l’attuale amministrazione ha  incassato euro 2.000.000,00 per la vendita del vecchio macello comunale.
Tuttavia non si riferisce che allo stato non si è verificato il trasferimento di proprietà; infatti, sul macello comunale vecchio gravano iscrizioni ipotecarie del raggruppamento temporaneo delle  impreseFormica Salvatore Arturo e Formica Orazio, a seguito di lodo arbitrale del 20 luglio 2010 nel quale è stata riconosciuta la responsabilità dell’ente derivante dal comportamento ritenuto illegittimo di un dipartimento; pertanto si omette di relazionare che l’ente non può  trasferire la proprietà alla ditta aggiudicataria dell’incanto con la conseguenza che la previsione non si potrà verificare ma nel bilancio viene scritta la somma come se incassata per intero.
Con riferimento alla  scheda  analisi delle risorse accensione di prestiti, quanto riportato a pag 123 della relazione, non risponde alla reale situazione.
Al di là delle valutazione di natura politica vi sono  dati numerici inconfutabili così come riportato nel parere reso dall’organo di revisione sulla proposta di bilancio 2010 a pag 18 in relazione ai mutui contratti e alle quote di ammortamento rimborsate.
Infatti l’indebitamento per mutui accesi dalle amministrazioni precedenti la mia, alla  data dell’esercizio finanziario 2007 ammontava ad euro 12.000.000,00 circa, la quota di rimborso per ammortamento era di euro 1.410.000,00 ,nel 2008 si sono richiesti mutui per euro 2.770.000,00 e  nel 2009 per euro 5.600.000,00 a fronte di finanziamenti di opere pubbliche per oltre 65.000.0000,00 di euro,somme impegnate e cantieri realizzati per ben 23 opere così come si riscontra nella sezione lV della relazione  alle pagg. 183 e seguenti nella scheda di attuazione dei programmi anni precedenti investimenti.
Si rammenta che un mutuo di euro 1.650.000,00 è stato assunto nel 2009 proprio per pagare il debito alla Fondazione Lucifero, debito sorto nel periodo dell’amministrazione Pino.
Si è dovuto fare ricorso all’accensione dei mutui approvati dalla cassa depositi e prestiti, e questa concede i mutui soltanto ai comuni la cui contabilità è in ordine, così come ha certificato il Dirigente della ragioneria generale dell’ente e l’organo di revisione contabile, anche per cofinanziare  i notevoli interventi di opere pubbliche , così come prevede la normativa europea.
Mettere in sicurezza tutte le scuole, come richiesto nelle relazioni poste all’amministrazione dal competente Dirigente alla manutenzione degli edifici  scolastici .
Mettere in sicurezza il manto stradale; tale intervento veniva richiesto e sollecitato dal Dirigente alla manutenzione stradale, oltre che dal Comando  dei Vigili Urbani per  garantire l’incolumità pubblica all’utenza;infine per il pagamento  anche di espropri riguardanti aree dell’asse viario ,delibera approvata dal Consiglio Comunale;
Pertanto la quota di ammortamento passa da 1.410.000,00 euro del 2007 a 1.910.000,00 euro del 2011.
Se effettivamente si vuole fare un piano di risanamento economico finanziario credibile e conforme al TUEL, sarebbe opportuno che l’ente restituisse alla cassa depositi e prestiti quei mutui non utilizzati e non impegnati alla data odierna, che ammontano a circa 2.000.000,00 di euro, cosicché la quota di ammortamento diminuirebbe notevolmente e non appesantirebbe l’ente di maggiori costi e oneri.
Tuttavia leggendo la relazione del Dirigente ai lavori pubblici di accompagnamento al piano di risanamento 2011 – 2013, non fa riferimento ai mutui della cassa depositi e prestiti ancora non impegnati, né propone all’amministrazione  di restituirli ciò nel silenzio del Responsabile del Servizio Ragioneria chiamato dall’amministrazione quale responsabile dell’attuazione del citato piano.
Sarebbe opportuno che il responsabile del servizio imponesse ciò agli amministratori nel piano di risanamento.
Per quanto riguarda  l’intercettamento di finanziamenti in conto capitale per opere pubbliche, si evidenzia che la programmazione dei Pist – Pisu, è frutto del lavoro della mia amministrazione, avviato di concerto con le amministrazioni dei comuni vicini conclusosi con le delibere di giunta n 98 e n 99 del 15 aprile e n 158 del 10 giugno 2010.
Così come gli 8 cantieri di lavoro presentati dalla mia amministrazione finanziati dall’Assessorato al lavoro, frutto di un impegno assunto nel maggio 2010 dall’Assessorato Regionale con l’amministrazione comunale di Milazzo.
E’ - infine -  apodittico l’ultimo capoverso di pag 131, infatti nel bilancio di previsione sono state previste stanziamenti destinati al conferimento di incarichi di collaborazione, studio, ricerca e di consulenza a soggetti estranei all’amministrazione, ciò a fronte del catastrofismo finanziario denunciato quotidianamente dal Sindaco, e in dispregio al piano di risanamento che il consiglio comunale dovrebbe approvare,tendente al taglio delle spese non indispensabili e mirare a  utilizzare e valorizzare al meglio le professionalità interne, così come riportato nella delibera di giunta n 67 del 25/03/2011 .
Si rappresenta che dal 2011 la spesa annua per studi e consulenza non può superare il 20% di quella sostenuta per l’anno 2009.
Con riferimento alla spesa del personale da pag.132 in avanti, i redattori della relazione elencano la normativa e le ultime disposizioni e circolari inerenti l’assunzione di personale esterno all’ente e i vincoli e le imposizioni normativi per gli enti che hanno una spesa del personale ai limiti del disposto legislativo.
Gli stessi concludono che alla data del 31/01/2010 l’amministrazione da me guidata aveva conoscenza che il patto di stabilità era stato sforato nel 2009.
Si precisa che sino al 30/12/2009 il patto di stabilità era stato rispettato, in base alla normativa regionale vigente (vedi c.4 art.8 l.r. 14/5/2009 n.6 che prevedeva che le spese per i precari ex LSU non erano considerate spese correnti soggette al vincolo del patto di stabilità),tant’è che i Dirigenti ai quali la legge demanda la gestione non  hanno mai contestato irregolarità in ordine  al buon andamento della spesa, sia per il personale sia per la spesa che incideva al titolo II° del bilancio.
Solo successivamente la legge regionale n.13 del 29/12/2009, pubblicata sulla gurs del 31/12/2009 stabiliva e determinava i nuovi parametri per il rispetto del patto di stabilità.  
A suddetta nuova normativa sia il Ministero dell’Economia sia l’assessorato regionale all’economia hanno inteso dare efficacia retroattiva.
Da ciò discende che il patto di stabilità rispettato sino al 30/12/2009 per effetto di una norma interpretata con efficacia retroattiva è stato sforato.
La legge ha previsto che alcune spese che prima erano a carico del  bilancio della regione, venivano posti a carico del bilancio comunale, mettendo in grosse difficoltà quei comuni che avevano avuto molti finanziamenti pubblici e impegnato gli stessi al titolo II° dei bilanci.
A conferma della correttezza del comportamento della mia amministrazione, si evidenzia che nel mese di Marzo 2010  è  stato richiesto parere al Ministero degli interni in ordine al patto di stabilità, lo stesso acclarava che il comportamento seguito dal comune di Milazzo era corretto, poiché portato avanti sulla base della legge regionale del maggio 2009.
A seguito di ciò comunicavamo alla Regione l’orientamento del Ministero, tuttavia la Regione non ne ha tenuto conto.
Pertanto solo il 30 marzo 2010 il Dirigente della ragioneria ha comunicato al sottoscritto la certificazione dello sforamento del patto di stabilità interno.
Il personale esterno è stato assunto con contratto di diritto privato a termine legato alla scadenza naturale del Sindaco, la prosecuzione del rapporto di lavoro scaturiva dall’obbligo normativo che aveva efficacia fino alla scadenza contrattuale.
La norma, richiamata nella relazione  fa riferimento a nuove obbligazioni di lavoro, ma nella fattispecie non eravamo in questa ipotesi.
Relativamente alle maggiore ore riconosciute al personale contrattista da 24 a 36,si precisa che( già buona parte di essi,ad esempio tutto il personale inquadrato come VV.UU.) usufruiva di tale implementazione oraria come tutti i tecnici ed amministrativi impegnati per garantire una maggiore presenza nell’ente così come sostenute nelle richieste dei Dirigenti dei vari dipartimenti.
Certo l’Amministrazione Italiano non ha prorogato contratti di lavoro ai precari con delibere carenti di copertura finanziaria, come ha fatto questa amministrazione con l’adozione della delibera di giunta n. 292 del 31/12/2010 imputando parte della copertura finanziaria ad eventuali trasferimenti di somme dalla Regione nell’anno 2011.
In ogni caso, le valutazioni personali addotte dai redattori della relazione  su scelte scellerate  fatte dalla mia amministrazione, non trovano fondamento nella delibera di giunta n°5 del 14/1/2010 corredata dal parere del Dirigente alla contabilità e dal parere del Dirigente al personale.
Dopo avere criticato le scelte del passato, definendole prive di una politica mirante al contenimento della spesa del personale e al migliore utilizzo del personale interno, i redattori  concludono che l’ente necessita di una ulteriore figura Dirigenziale, ciò in contrasto con la delibera di giunta n°67 del 25/3/2011 per il fabbisogno del personale per il successivo triennio e con quanto disposto a pag.149 della relazione terzo capoverso che cosi riporta ’’le risorse umane impiegate saranno quelle previste nella dotazione organica dell’ente”, contravvenendo al disposto normativo che prevede  di rispettare l’obiettivo di ridurre l’incidenza percentuale delle posizioni Dirigenziali rispetto a quelli previsti in pianta organica nell’anno precedente,all’entrata in vigore della legge e in violazione del D.lgs. n.267 del 2000 (T.U. enti locali) art.110 comma 4.
IL Comune di Milazzo,quindi,deve ridurre il numero dei dirigenti e non può ad oggi assumere personale esterno.
E’ spontaneo fare delle riflessioni: si definiscono scelte scellerate (ossia criminali) quelle messe in essere dalla mia amministrazione nel garantire una con incentivi e implementazione oraria?
Ma come si chiama la scelta dell’attuale Sindaco  di prevedere assunzioni esterne a scapito delle professionalità esistenti all’interno dell’ente?
Scelte importanti che richiamano alla responsabilità personale i precedenti amministratori, la loro professionalità,la correttezza degli atti e il servizio reso che discende  dal mandato conferito dalla collettività  Milazzese, oggi vengono infangati dal discredito quotidiano, gettando ombre soprattutto sulla credibilità degli stessi davanti alla pubblica opinione.
Tutto viene valutato con  superficialità  dovuta alla scarsa e sommaria conoscenza di fatti, circostanze e soprattutto di riferimenti  normativi che hanno caratterizzato le scelte operate dall’amministrazione negli anni precedenti, sia da parte del Sindaco e meraviglia ancora di più che questo giudizio venga sottoscritto dal Segretario Generale dell’ente, al quale la legge demanda la cognizione, la vigilanza e l’avallo sulla correttezza degli atti posti in essere dall’amministrazione per una comunità di quasi 35mila abitanti.
Si ritiene,tra l’altro, incomprensibile il comportamento del Responsabile del servizio di ragioneria, dirigente di ieri e responsabile di oggi.
Tutto quanto viene controdedotto è materia trattata dal suo ufficio, con responsabilità di questi sulla gestione.
Concludo, che il sottoscritto farà valere le proprie ragioni nelle sede deputate a ciò, al fine di tutelare la correttezza dell’operato svolto e di quanti hanno partecipato alla vita amministrativa dell’ente in questi difficili anni.  
Lorenzo Italiano